Tramite questa funzione puoi consigliare un articolo ai tuoi amici di Facebook.
La premessa è utile perché le nostre parole parlano per noi oltre il significato limitato delle stesse. Messaggi scritti così tanto per scrivere, riveleranno il tuo "entusiasmo" alla prima lettura. Richieste di contatto generiche fanno sentire lontano mille miglia la puzza del "copia incolla" effettuato tante volte quanti sono i partner proposti dal sistema: e, diciamolo, anche a te ricevere messaggi di questo genere non è che ti faccia sobbalzare sulla sedia, o sorridere, o intenerire o incuriosire.
Senza desiderio, sempre in senso lato, inoltre, non ci si preoccupa neppure di avviare nuove relazioni o di approfondirle, di sollecitarle quando ci interessano. La posizione preferita è fondamentalmente quella di chi aspetta che qualcosa succeda.
Allora, ecco qualche consiglio per muoversi bene su PARSHIP (e non "starci" soltanto):
gentilezza, simpatia e confidenza dovrebbero contraddistinguere i tuoi contatti. Senza strafare, senza eccedere: basta che tu sia realmente quel che sei. Partendo da te, per incontrare l'altro veramente
non attendere che siano gli altri a fare il primo passo: fallo tu! In questa esortazione, c'è la sintesi dell.espressione della propria potenza di movimento, della vitalità manifesta e manifestata. Per gli uomini come per le donne, s'intende!
non raccontarti subito completamente: dopo le premesse (preferibilmente non troppo sintetiche) che spiegano le motivazioni del contatto, svelati poco per volta, nei dettagli.
non fornire subito i tuoi riferimenti personali (email, numero di telefono): lascia che questo corrisponda ad un'esigenza reale di approfondimento della relazione
non avere fretta: lo dice anche la saggezza popolare, è una cattiva consigliera. E, per spiegarlo ancora con un proverbio, con il tempo e con il sole maturano le nespole. Anche perché la fretta parla di bisogno. E il bisogno è cosa diversa dal desiderio; non conduce normalmente lontano: porta con sé il vuoto di una mancanza, una richiesta di "guarigione" che in genere difficilmente (e correttamente) qualcun altro si sente di assumere. Certo, il "bisogno" non è qualcosa di cui non essere fieri, quando c'è: è la nostra storia, legittima. Ci ha consentito di arrivare qua. Non è poco. Ma va affrontato, guardato e quindi accolto. Perciò, nelle mille modalità possibili, un pò guarito. Così si sarà più vicini al desiderio, al "fallo tu!" che parla un linguaggio forte di libertà e apertura, e consente di muoversi, non di aggrapparsi. E spinge a guardare quello che solletica, lasciando perdere quello che non corrisponde. Senza paura.
Per finire. Il confronto su questi temi, talvolta può essere utile. Ti ricordiamo che PARSHIP ti offre gratuitamente il suo servizio di consulenza on line.
Redazione PARSHIP